Simon Marsden. 1948 – 2012

Ho iniziato a fotografare sul serio dopo aver visto per la prima volta le immagini in bianco e nero di Simon Marsden. E’ stato un acquisto sbagliato su internet, di un suo libro, The Journal of a ghost-hunter che, mai come in quel caso, si rivelò invece provvidenziale per me. Credevo si trattasse di un libro di cronache di fantasmi, invece si rivelò come un libro d’arte. Rimasi letteralmente affascinato da questi scorci fatati di antichi palazzi inglesi, castelli diroccati e statue cimiteriali, tutti rigorosamente fotografati in bianco e nero e con una tecnica che avrei scoperto solo qualche anno dopo, l’infrarosso. Simon Marsden era decisamente un artista del ventesimo secolo, per nulla interessato ai computer o ai megapixel. I suoi strumenti erano delle vecchie reflex della Nikon e la pellicola infrarossi in bianco e nero Kodak HIE. Simon se ne è andato qualche anno dopo le sue amate pellicole, assieme a tanti altri bellissimi prodotti uccisi senza alcun vero senso dalla “casa gialla di Rochester”. Quando Kodak annunciò la fine della produzione delle pellicole infrarosso ne feci una piccola scorta. Presto finì ed assieme ad essa anche il mio entusiasmo per quella tecnica. Sempre in quel periodo ebbi uno scambio di email con Simon Marsden. Gli chiesi quali fossero i suoi piani per il futuro dato che il suo principale “ferro del mestiere” non era più disponibile. Mi disse che ne aveva fatto una buona scorta e che forse avrebbe utilizzato materiale fotografico di altre marche, ben conscio comunque che non sarebbe stata la stessa cosa. Penso che senza aver conosciuto le sue foto avrei iniziato a fotografare lo stesso, ma la sua influenza nei miei primi lavori è stata decisamente profonda e la sento tutt’ora quando scatto immagini in bianco e nero o quando fotografo delle statue o delle architetture classiche.   Gian Guido Zurli 14 febbraio 2012  I miei primi lavori ispirati alla fotografie di Simon Marsden. Quello che segue è la mail dell’amico fotografo americano James C. Williams, da cui ho appreso la notizia, anche lui profondamente influenzato dai lavori di Simon Marsden.   SIMON MARSDEN 1st Dec 1948 – 22 Jan 2012   I must mark the passing of someone who meant a lot to me, Simon Marsden. In 2004, I read a book by Clive Barker that featured some of Simon’s infrared photos. I was so taken by his story that I looked him up online and emailed, voicing my interest in contacting Simon. Much to my surprise, Sir Simon responded and encouraged me to try shooting infrared myself. Thus began a long period of wonderful correspondence between us. We never met, much to my regret, but whenever I mentioned going to England, he was always cordial with an invitation.   Simon made amazing photos of the most beautiful haunted and mythic locations! He described his shooting methods as very intuitive, but his greatest love for photography must have been his work printing in the darkroom.   No digital for Simon! He was dedicated to the art of infrared film. When Kodak discontinued his (and my) favorite film, HIE-135 at the end of 2007, he told me he had enough latent images to keep him busy for many years. His last great project was shooting in Russia.   Though we never met, I felt I knew him. Though we never met, I will miss him.   Please have a look at the photography of Simon Marsen: www.simonmarsden.co.uk/ — Sincerely, James C. Williams

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Commenti (2)

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    Roberto Angelo Menegazzo

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    Sono Roberto Angelo. Menegazzo.
    Vivo ad Abano e fotografo da più di 40 anni, sempre con pellicola Kedak Hie, sono anch’io del 48 come il nostro amico Simon. Ho esposto le mie foto un pò in giro per il mondo. A Toronto nel 97 tramite un mio carissimo amico, (anche lui scomparso), ho avuto modo di sentir parlare di un fotografo che usava la pellicola infrared. Simon Marsden.
    Nei miei lavori, mi diceva che assomiglio molto al suo modo di fotografare, soprtattutto i ruderi e vecchie ville abbandonate e in disuso.
    Ad Arles ho avuto modo di acquistare un suo libro, come hai fatto tu(Lei). In questi giorni sto preparando un lavoro e per caso sono andato a dare una occhiata al libro che non vedevo da molti anni, mi sono ricordato di Simon, così dal momento che anch’io sto imparando l’uso del computer ho cercato di conoscerlo meglio. Ho avuto un colpo nel vedere la notizia della sua scomparsa. Anche se non l’ho conosciuto personalmente, è stato come se mi fosse mancato un amico fraterno da sempre.
    Mi scuso per questa mio sfogo.
    Grazie Roberto

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